Calcio Italiano in rosso: a quando una strategia sales &mktg diversa ?

La Gazzetta dello Sport analizza i bilanci della serie A 2014-2015 con una perdita complessiva di 365 milioni di euro.

Stadio

La Gazzetta dello Sport ha firmato un’inchiesta che, analizzando i bilanci delle squadre di serie A nella stagione 2014-2015, conferma tutte le previsioni più nere e tutti i mali del nostro pallone.

Le squadre di serie A, infatti, hanno accumulato perdite per 365 milioni di euro. Pensando che l’anno precedente le perdite erano di 220 milioni, mentre due anni fa addirittura di 151 milioni, è possibile rendersi conto di come il trend sia drasticamente in aumento.

Il fatturato complessivo è sì in leggero aumento, ma in modo strettamente collegato ai diritti tv, che hanno un peso del 60%, mentre i costi sono aumentati in modo significativo e le plusvalenze diminuite.

Ancora una volta, rispetto a quanto fatto da molte realtà europee e pensando a quanti interessi il calcio muove nel nostro Paese, si evidenzia come la ormai cronica mancanza di seri progetti di sviluppo e di piani industriali solidi, capaci di slegarsi maggiormente da diritti tv e plusvalenza e far incrementare entrate di tipo diverso (come ad esempio il settore sales&mktg, il merchandising o l’indotto legato al match day), sia uno dei fattori chiave dei problemi del calcio di casa nostra.

Le squadre che hanno dato qualche segno di miglioramento sono quelle che stanno cercando di sviluppare qualcosa di diverso, compreso indebitarsi a fronte di investimenti a medio-lungo termine come gli stadi di proprietà.

Chiaramente il solo dotarsi di un proprio stadio non è condizione sufficiente per migliorare, se a questi investimenti non sono associati piani industriali di sviluppo a 360°, con particolare riguardo alle iniziative commerciali e marketing, sostenute dalle opportune analisi e dagli opportuni strumenti, anche tecnologici.

Questo vale sia i club più grandi che per quelli più piccole. Il mecenatismo vecchio stile è ormai finito, ma un nuovo stile di investimento può imporsi nel mondo dello sport con risultati sicuramente interessanti, ma solo a condizione che vengano realizzati piani di sviluppo seri almeno in questi due settori ricchi di possibilità ancora inesplorate:

  • il settore sales&mktg
  • lo sviluppo dei territori, con le loro caratteristiche così diverse l’uno dall’altro, che gravitano attorno ai club (passo fondamentale per le cosiddette “provinciali”, ma anche per le realtà più grandi, per poter presidiare al meglio sia le aree dove si è già presenti che quelle dove ci si vuole sviluppare).

Le prossime decisioni dei club ci potranno dire quante speranze potremmo riporre nel rilancio del nostro calcio nazionale.
PalloneMoneyQui l’articolo originale  sulla Gazzetta dello Sport.

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